La candidata M5s a sindaco di Roma Virginia Raggi durante la conferenza stampa nella sede dell'Associazione Stampa Estera, Roma, 25 febbraio 2016. 
ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Dal governo del popolo al governo dello “staff”

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Quindi, vediamo se ho capito: secondo il “CODICE DI COMPORTAMENTO PER I CANDIDATI ED ELETTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI ROMA 2016“, che anche Virginia Raggi ha sottoscritto, “Le proposte di nomina dei collaboratori delle strutture di diretta collaborazione o dei collaboratori dovranno essere preventivamente approvate a cura dello staff coordinato dai garanti del Movimento 5 Stelle”.
Questo significa, se l’italiano non è un’opinione, che qualora dovesse essere eletta Sindaco la Raggi non potrà scegliere in autonomia neppure i suoi collaboratori, le cui nomine dovranno essere “approvate” da un non meglio precisato “staff“.
Alle (comprensibilmente) insistenti domande di Alessandro Gilioli, che le chiede i nomi dei membri di questo staff, la Raggi risponde in sequenza:

  • «Sì, eventualmente ve li comunicheremo»;
  • «Le sto dicendo che glieli dirò»;
  • «Non li ricordo a memoria».

Ora, la domanda che sorge spontanea è: i romani potrebbero trovarsi a eleggere un sindaco che non potrà assumere in autonomia neppure i propri collaboratori? Cioè, in estrema sintesi, potrà accadere che la Raggi venga eletta come Sindaco, anche se in realtà a prendere le decisioni saranno altre persone, delle quali, tra l’altro, manco si conoscono i nomi (o, non ho ben capito, “eventualmente” ci saranno comunicati, oppure verranno detti a Gilioli, e che comunque sia la Raggi manco ricorda a memoria)? Se le cose dovessero andare male, con chi dovranno prendersela i romani? Col Sindaco, come sarebbe lecito aspettarsi, oppure con questo fantomatico “staff“, che tra parentesi non è stato eletto da nessuno e non è sottoposto ad alcun meccanismo di fiducia, di controllo e di verifica?
Ma soprattutto: al netto delle lamentazioni che ben conosciamo, delle urla e degli slogan, che diamine di concetto della democrazia bisogna avere, per immaginare di poter davvero governare una città in questo modo?

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