il blog di alessandro capriccioli

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Virginia Raggi

Cara Virginia, così so’ bboni tutti

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duran

Senonché, ho sempre pensato una cosa: chi dice che ogni nefandezza potrà essere abrogata solo se governerà lui, salvo lasciar andare le cose in malora finché ciò non accada, compie un gesto due volte irresponsabile. Primo, perché il “tanto peggio tanto meglio” è utilissimo per legittimare chi lo declina, ma lo è molto meno per i cittadini; secondo, perché alcuni risultati si possono ottenere anche essendo una minoranza, e rifiutarsi di aiutare chi prova a realizzarli è un gesto presuntuoso e fine a se stesso.

Prendete le Olimpiadi, ad esempio. Fa un bel dire, la Raggi, che il solo pensarci sarebbe un atto addirittura “criminale“: se la pensa davvero così, però, perché non ci ha mai dato una mano a raccogliere le firme per il referendum, e perché non si è schierata dalla nostra parte quando il CONI ha provato a fermarlo? Insomma, cos’è che vuole davvero: impedire le Olimpiadi per perseguire il bene dei cittadini o accreditarsi come l’unico soggetto titolato a farlo, perseguendo solo il proprio e guardandosi bene dal riconoscere i meriti di chi non si è limitato a chiacchierare, ma si è rimboccato le maniche da mesi per fare quello che si poteva fare?

Dov’era, la Raggi, quando abbiamo stampato i moduli, quando ci siamo messi coi tavoli per strada a raccogliere le firme, quando abbiamo faticosamente raccolto i soldi per promuovere il referendum, quando abbiamo depositato il quesito, quando abbiamo fronteggiato l’attacco di chi voleva impedire ai cittadini di pronunciarsi spendendo altri soldi per un ricorso al TAR e mettendoci in piedi e in silenzio davanti al Campidoglio con una penna in mano?

Era là, probabilmente, a blaterare che se lei diventerà Sindaco le Olimpiadi non si faranno. E se invece non lo diventerà? Beh, è semplice: in questo caso chissenefrega. Delle Olimpiadi e dei cittadini.

Scusami tanto, Virgi’: ma, come si dice a Roma, così so’ bboni tutti.

Dal governo del popolo al governo dello “staff”

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La candidata M5s a sindaco di Roma Virginia Raggi durante la conferenza stampa nella sede dell'Associazione Stampa Estera, Roma, 25 febbraio 2016. 
ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Quindi, vediamo se ho capito: secondo il “CODICE DI COMPORTAMENTO PER I CANDIDATI ED ELETTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI ROMA 2016“, che anche Virginia Raggi ha sottoscritto, “Le proposte di nomina dei collaboratori delle strutture di diretta collaborazione o dei collaboratori dovranno essere preventivamente approvate a cura dello staff coordinato dai garanti del Movimento 5 Stelle”.
Questo significa, se l’italiano non è un’opinione, che qualora dovesse essere eletta Sindaco la Raggi non potrà scegliere in autonomia neppure i suoi collaboratori, le cui nomine dovranno essere “approvate” da un non meglio precisato “staff“.
Alle (comprensibilmente) insistenti domande di Alessandro Gilioli, che le chiede i nomi dei membri di questo staff, la Raggi risponde in sequenza:

  • «Sì, eventualmente ve li comunicheremo»;
  • «Le sto dicendo che glieli dirò»;
  • «Non li ricordo a memoria».

Ora, la domanda che sorge spontanea è: i romani potrebbero trovarsi a eleggere un sindaco che non potrà assumere in autonomia neppure i propri collaboratori? Cioè, in estrema sintesi, potrà accadere che la Raggi venga eletta come Sindaco, anche se in realtà a prendere le decisioni saranno altre persone, delle quali, tra l’altro, manco si conoscono i nomi (o, non ho ben capito, “eventualmente” ci saranno comunicati, oppure verranno detti a Gilioli, e che comunque sia la Raggi manco ricorda a memoria)? Se le cose dovessero andare male, con chi dovranno prendersela i romani? Col Sindaco, come sarebbe lecito aspettarsi, oppure con questo fantomatico “staff“, che tra parentesi non è stato eletto da nessuno e non è sottoposto ad alcun meccanismo di fiducia, di controllo e di verifica?
Ma soprattutto: al netto delle lamentazioni che ben conosciamo, delle urla e degli slogan, che diamine di concetto della democrazia bisogna avere, per immaginare di poter davvero governare una città in questo modo?

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